.California 2006.

C'è poco da dire. Anzi no, preparatevi perchè ce n'è un bel po'. E' sicuramente la miglior vacanza di sempre. Un sogno che si realizza. Ma partiamo dall'inizio. Ricordo tutto come fosse ieri.
La partenza è da Roma, assieme ad un'altra decina di ragazzi, quasi tutti della capitale, che affronteranno con me questa vacanza-studio. Ovviamente non conosco nessuno poichè avevo deciso di partire da solo, e quindi il viaggio fino a New York si svolge in completo silenzio. Il ghiaccio si spacca proprio allo scalo di N.Y. dove iniziamo a parlare dei mondiali di calcio appena vinti dall'Italia e del mitico Fabio Caressa che con i suoi commenti ci ha entusiasmato in tutte le partite della nazionale, e quindi l'arrivo a Los Angeles. Da L.A. partiamo in pullman verso Long Beach, a qualche miglio di distanza, e arriviamo finalmente al California State University of Long Beach, dove non vedevamo l'ora di riposare dopo 18 ore di volo...e qui cominciò a farsi vedere l'organizzazione dell'EF (la società che organizza queste vacanze studio), che ci fece aspettare più di un'ora per assegnarci le camere, che tra l'altro si trovavano in un altro edificio non poco vicino, il Brooks College, siccome il C.S.U.L.B. era pieno. E subito a letto. Il giorno successivo ci portano a vedere le varie strutture dell'immenso college (era davvero grande come una città delle nostre), e poi subito ad Huntington Beach, la famosissima spiaggia dove vanno a destreggiarsi la maggior parte dei surfers della West Coast. Dopo aver girato fra i negozi di vestiti casual da surfers\skaters dove la roba non costava praticamente niente in confronto all'Italia (meno della metà direi), siamo tornati il college.
Per non starvi a raccontare giorno per giorno, vi racconterò come si svolgeva una giornata tipo: sveglia alle 7, colazione in mensa e scuola dalle 8 fino alle 12, pranzo in mensa e subito in spiaggia ad Huntington fino alle 7 di sera, ora in cui passava il mitico "Bus N.1". Cena in un fast food (c'era l'imbarazzo della scelta: un fast food ogni due metri fra McDonald, Burger King, Jack in the Box, Carl's, Wendy's, Subway...), ritorno in college entro le 10 (a quell'ora in California c'è il coprifuoco per i minori di 18 anni), chiacchierata con gli altri ragazzi del college (c'erano italiani, francesi, spagnoli, tedeschi, svizzeri, austriaci, cinesi, australiani e gente da altri paesi...saremmo stati sulle 300 persone o anche più) e infine a letto a mezzanotte, tranne il giovedì, il venerdì e il sabato poichè il giorno dopo non era prevista scuola.
Il primo posto che abbiamo visitato è stata Los Angeles, dove abbiamo girato solo il quartiere messicano oltre ad aver visto per la prima volta in vita mia dei veri grattacieli (altro che Pirellone di Milano) e dove ho passato la maggior parte del tempo a cercare di ritirare da un maledetto ATM (sono tipo i nostri bancomat...ma erano ovunque!) un po' di cash. Dopodichè siamo andati ad Hollywood, dove abbiamo visto la famosa scritta sulla collina e girato per la caotica via principale alla ricerca dell'Hard Rock Cafè (che alla fine non abbiamo trovato). Abbiamo anche visto la Walk of Celebrities con tutte le stelle degli attori e dei registi più famosi, e la piazza con le impronte delle leggende del cinema su cemento. La prossima tappa è stata Beverly Hills, che abbiamo visto solamente da dentro il pullman (ci saremmo tornati giorni dopo), e dove ci siamo fermati da Macey's, un centro commerciale alto 5 piani di parcheggio e 3 di negozi (ma una cosa così lì in america è normale). Successivamente siamo andati a Venice Beach (a Santa Monica), la spiaggia dove hanno girato Baywatch...che dire...Huntington è molto meglio anche perchè Venice Beach è cambiata in questi ultimi anni ed è diventata una zona abbastanza malfamata. Quindi siamo tornati.
La seconda uscita era quella a San Diego, città famosa per Seaworld, un parco acquatico (che non abbiamo visitato), e anche lì abbiamo girato per un centro commerciale, anche se stavolta si parla di Plaza, ovvero di un centro commerciale all'aperto, mentre i Mall sono quelli al chiuso come Macey's.
Terza uscita, e lì, come si dice alla romana, "ce semo tagliati". Magic Mountain, un parco di sole montagne russe, e ce le siamo fatte quasi tutte! Unico inconveniente: si trovava in mezzo al deserto, quindi rendetevi conto il caldo (imparagonabile con un'estate italiana). Una bottiglietta d'acqua da mezzo litro costava 3,50 dollari, ovvero 3 euro. Ancora mi ricordo il Tatsu e il Dejavu con i fuochi d'artificio...che spettacolo.
L'uscita seguente è stata in un outlet (il primo dei tre che abbiamo visitato in california), dove abbiamo comprato ovviamente un mucchio di roba (Quicksilver rulez), siccome là in America già la roba non costa niente, figuratevi negli outlet. E dopo qualche giorno siamo andati a visitare un po' di spiaggie famose come Laguna Beach (questa davvero bella anche se il tempo non era dei migliori quel giorno e in nottata c'era stata la marea e quindi la spiaggia era piena di alghe), La Jolla (spiaggia di ricconi), e siamo infine passati per Newport Beach (dove girano O.C.).
Ma ecco il top della vacanza: Las Vegas! Che città! Che città! Che città! Ci siamo stati un weekend, e mentre il giorno andavamo a visitare i vari hotel (sì, erano delle vere e proprie attrazioni) coi vari casinò dentro come il New York New York (con la riproduzione di un quartiere di NY al primo piano e con grattacieli e statua della libertà fuori),il Treasure Island, il Bellagio (una vera e propria reggia con un lago fuori dove le fontane fanno dei giochi d'acqua) e lo Stratosphere (un albergo con accanto una torre alta 400 metri con in cima delle montagne russe su cui sono stato!), la notte Las Vegas si trasforma. Da città fantastica si trasforma in città da sogno! Luci e colori d'appertutto che illuminavano la notte, strade piene di gente, vita! Inizialmente abbiamo fatto un giro per una famosa via dove tra l'altro abbiamo visto il famoso "omino cow boy" che si può vedere in molti film (si vede in una di queste foto) e tutta ricoperta da un telone elettronico dove venivano proiettati video e altri giochi di luce. Dovete andare lì per crederci. Successivamente siamo andati indovinate un po'...in Limousine! Un'ora in giro con la musica a palla per Las Vegas, fino ad arrivare alla famosa insegna "Welcome to Fabolous Las Vegas" dove siamo restati a sclerare per un po', e da lì siamo tornati al Circus Circus Hotel, dove alloggiavamo. La sera seguente l'abbiamo dedicata tutto allo Stratosphere dove abbiamo visto uno show (American Celebrities, ho fatto una foto con le sosia di Britney Spears e Cristina Aguilera) e stati sulle montagne russe in cima alla torre. La mattina dopo siamo tornati a Long Beach dopo essere passati ovviamente all'Hard Rock Cafè di Las Vegas su nostra richiesta.
Ormai mancava poco più di una settimana al ritorno in Italia. Ci eravamo trasferiti da una settimana al California State University, fortunatamente, perchè il gruppo arrivato 2 settimane prima di noi era partito via. Quella mattina, assieme a 5-6 amici siamo andati di nascosto, saltando la scuola, agli X-Games XII Edition, a Los Angeles, prendendo treno e vari autobus. Gli X-Games sono la manifestazione più importante, simile ai mondiali, per quanto riguarda sport estremi come Skate, BMX, Motocross, Rally e altro. Abbiamo girato fra i vari stand dove ho vinto un bel po' di roba, comprese le casse per l'iPod che ho comprato a Long Beach a 269 dollari (30 GB, 200 euro, praticamente quasi la metà di quello che si paga qui).
Qualche giorno dopo siamo tornati a visitare Beverly Hills, questa volta scendendo dal pullman. Siamo scesi proprio davanti alla centrale di polizia (e che centrale, sembrava una reggia) e siamo arrivati fino alla Rodeo Drive, la via più famosa di Beverly Hills dove ci sono tutti i negozi di lusso (tra l'altro sono quasi tutti di stilisti italiani). Ah, abbiamo visto anche la scuola dove hanno girato Grease (leggermente cambiata in peggio rispetto al film).
Infine l'ultima uscita: weekend a San Francisco. Famosa per essere "la città dei ricchioni", effettivamente qualche gay l'abbiamo visto in giro, ma comunque è una bella città nota per essere un vero e proprio meltin-pot che accoglie gente da tutto il mondo. Basti pensare alle varie zone in cui è divisa la città: Little Italy (piena di barbieri e ristoranti italiani), Chinatown, la Zona Russa e la Zona Messicana... comunque abbiamo visitato il Golden Gate (il lunghissimo ponte rosso), Alcatraz (la famosissima e inquietante isola-prigione), la downtown (ovvero il centro della città. Ogni città ha la sua downtown, e quella di S.F. era formata da decine e decine di grattacieli talmente alti e disposti sulle famose "strade a collina" da non far filtrare la luce del sole) e ovviamente l'Hard Rock Cafè.
E così, qualche giorno più tardi il triste giorno della partenza, dove ho salutato amici italiani e stranieri che forse non rivedrò mai più. Siamo partiti da Los Angeles, per fare scalo ad Atlanta e infine arrivo a Roma.
Unica nota negativa della vacanza: il cibo. Ho fatto un mese di fast-food a cena, e non è che alla mensa a pranzo servissero di meglio (hot dog e pollo fritto la maggior parte delle volte). Abbiamo provato ad andare qualche volta al ristorante italiano vicino al Brooks College (dove una sera qualcuno è riuscito a farsi allegro solo col vino che ci avevano servito come favore per essere italiani, perchè in U.S.A. non si possono bere alcolici prima dei 21 anni) e una volta ad un italiano a San Francisco...ma lì i ristoranti italiani si pagano davvero troppo (30 dollari minimo), poichè sono gli unici posti dove si mangia decentemente, e dico decentemente perchè sono solo delle imitazioni della nostra cucina...quindi abbiamo preferito evitare di andarci troppo spesso, mangiando dunque ai fast food.
Note positive: TUTTO. Ma oltre al viaggio in se, ai posti che ho visto, alle cose che si potevano comprare, allo stile di vita americano...gli amici sono la cosa che mi mancheranno di più. Ho conosciuto molte ragazzi e ragazze, italiane e non, fra le quali ricordo particolarmente Andrea, Valentina, Magalì, Clemente, Stefania, Giuly, Carol, Marta, Medin, e Matias. Mente il gruppo di Roma con cui sono partito...beh, ricordo ancora il primo giorno in cui non riuscivamo a spiccicare una parola di bocca, e già una settimana dopo sembrava ci conoscessimo da una vita. Giorgio, Nicola, Arturo, Pietro, Mattia, grazie mille, siete stati fortissimi. Ci siamo divertiti un sacco in quel mese e mi avete fatto passare un'estate magnifica. Mi mancherete davvero troppo, spero di rivedervi un giorno!

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